Nel celebre Mito della Caverna, Platone ci descrive come l’individuo sia confinato in un mondo sensibile fatto di ombre ed illusioni, incapace di accedere alla verità, se non attraverso un percorso di liberazione ed illuminazione. Oggi, potremmo dire che gli schermi dei nostri smartphone rappresentano la parete di quella caverna su cui vengono proiettate, da un flusso ininterrotto, contenuti digitali che filtrano, distorcono e manipolano la realtà.