Funambolismo

E poi… tutto ricomincia

Nella routine congelata da un decreto, spesso mi sento come un bambino su una giostra di cavallucci che sognava la pista di go-kart. Non volevo salirci, poi mi hanno convinto dicendomi “vedrai che ti piacerà”. Allora ci son salito, per sfida, ma sono inquieto e spaventato.

Scende dalle scale l’oscuro buio del tempo, scende come ogni sera e non puoi combatterla con uno zolfanello. Guardo i piedi per la paura di sbagliare il prossimo passo, oltre alla fioca fiammella, non so cosa ci sia. Preferirei volare, per togliermi questo peso.

Fermo, immobile… aspetto, tremo, nonostante il tentativo di convincermi che del buio non si deve aver paura, è l’immaginazione di quello che sicuramente non c’è a spaventarmi. È tardi, il tempo è passato in fretta… la luce si riaccomoda nel suo salotto e son felice. So bene però che questa è una parentesi, so bene che c’è perché deve consumarsi… e si consumerà. Ritornerò ad aver paura di altro.

L’ultimo giro di giostra, prego il giostraio affinché quel girotondo solitario non si fermi. Un’altra volta soltanto! Devo ancora capire.

Pensi a chi non c’è più, a chi ha dovuto dire addio ad una persona cara guardandosi allo specchio. Vorrei esser aria per accarezzarla, pioggia per mischiarmi alle sue lacrime, sole per asciugarle, nuvola per farla sognare… ma su quella giostra, in quell’ultimo giro sono solo un uomo che sogna di poter essere altro, di poter essere altrove, di vivere un altro tempo… quel cavalluccio rappresenta le mie ali, ma non volo. Fisicamente divento parentesi di quel cavalluccio, così come la luce è parentesi dell’oscurità.

Il giostraio pone fino al mio pindarico volo immaginario, torno ad essere parentesi di me stesso… senza neanche più la voglia di volare…si esauriscono i sogni perché domani, finito quel giro di giostra, tutto ritornerà come prima.

Ecco il giorno, subito ti svegli e mi sorridi, sorridi con il sole e io non penso più alla notte. Dici quelle parole, sempre quelle e io come sempre rispondo “e ti ho sognato come ogni notte“.

Ora scendo dal cavalluccio alato e mi metto sulla piccola Ferrari per correr via, questa volta lontano dai sogni, lontano dai giostrai, lontano dai pensieri… e di nuovo lontano dai sogni.
E poi…. tutto ricomincia, tutto ricomincerà! E noi torneremo a voler essere altro, a voler essere altrove e a sentirci stretti dalla nostra routine che oggi ci manca tanto.

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