Funambolismo

Bilancia tra passato e presente

Passato che fu

Passano negli occhi uomini e donne, immagini e fotografie di ricordi passati e di sogni futuri. L’emozione del primo amore, del primo bacio e dei primi forse, i sensi di colpa della prima sigaretta, della prima sbronza e dei primi però… pensieri che passano veloci perché veloce è il vento che li porta via. 

Il senso di libertà dopo il calcio ad un pallone, la corsa e la stanchezza. 

Il primo incidente con il motorino e… anche l’ultimo.

L’imbarazzo del primo funerale, la spensierata e non cattiva sensazione di non provare dolore quando tutti intorno piangono, perchè non ne capisci il motivo, e rimani solo allibito nello scoprire che la vita è anche dirsi addio. 

La prima volta che senti dire “è volato su nel cielo” e tu, bambino, credi alla morte come si crede ai supereroi, alle favole, ai racconti leggendari, pensando ingenuamente “vorrei volare anch’io su nel cielo”. Certo il senso di quel volare è molto meno innocente, ma aiuta, forse, ad edulcorare un dolore troppo grande per un bambino.

Passano le immagini delle prime lacrime adolescenziali, quando quel primo amore finisce senza motivo, quando quel primo bacio si trasforma nell’ultimo e quando inizi a capire che le cose nascono perché devono finire. 

I primi accordi alla chitarra, le prime stonate intonazioni… la vibrazione nel petto quando finalmente completi  “La canzone del sole”dopo tanti sforzi.

Passano negli occhi tutte le prime volte, gli inizi … quando tutto iniziava e sembrava eterno, quando tutto era uno “start” e il “the end” significava solo la fine di un bel film, magari visto in compagnia di tutta la famiglia, sul divano, nel salotto di casa.

Non sono mute le pagine del tempo, continuano a raccontare e a trasmettere quelle meravigliose sensazioni. Passano gli anni però, si cresce un po’ tutti anche senza voglia… e ci si affeziona troppo a quelle sensazioni già vissute, a quei ricordi passati… sbilanciando sempre troppo il peso del presente con il passato. Paragoni che non reggono più, emozioni di prime volte che si sono quasi completamente esaurite, come quando inizi tu a dover raccontare ai bambini la morte e quando la frase “è volato su nel cielo” diventa un ottimo alibi anche per te, che ormai non credi più ai supereroi. 

Passano gli anni e il peso del passato incide ancor di più su ogni azione presente, l’accumulo di esperienze ti fa arrivare ai traguardi sempre più stanco. 

Così l’ultima illusione d’amore diventa più insopportabile e l’ultimo addio ti fa stringere ancor di più i denti, così l’ultima lacrima ha un sapore più amaro e così, senza accorgercene, diventiamo sempre più vecchi incapaci di provare emozioni come fosse la prima volta, incapaci a volte di credere alla maturità di quell’emozione, perché anche loro crescono con noi.

Fino a quando si spegnerà anche la parola… perché più niente ci sarà da dire.

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