E il tempo passa, te ne rendi conto non quando sei costretto a spegnere delle candeline su una torta montata per l’occasione, ma ogni sera quando solo nel tuo letto pensi e ripensi a quello che è stato e fai i conti con le ore e i minuti per capire cosa è accaduto durante la giornata e dove, eventualmente, si è sbagliato.
Ogni luna, dietro quella collina, porta con sé una giornata, allontanandoti da qualcosa, da qualcuno e avvicinandoti ad altro e ad altri. Questo è il compleanno che dovremmo festeggiare, il tempo passato. La notte non è altro che una lunga preparazione allo spettacolo del giorno successivo, il dietro le quinte della vita di ognuno di noi. Personalmente, è proprio nel letto che ho avuto il coraggio di fare certe scelte, immerso nella fase rem e con il corpo in stand-by. E il sogno? È un momento di libertà che però ti incatena alla realtà ogni volta che riapri gli occhi quando, da dietro le quinte, esci sul palcoscenico ad affrontare quello che sarà il tuo pubblico.
A volte sono stato funambolo sospeso, altre volte un suonatore, proprio come Jones, ma sono stato anche puttana, uomo d’onore, amico, amante e parentesi… a volte sono stato vita, altre volte solo sogno.
Così vado avanti, tra un secondo, tra un attimo, lasciatemi solo il tempo di festeggiare l’ennesimo compleanno, l’ennesima giornata, lasciatemi all’applauso del pubblico per pochi minuti prima di riaddormentarmi. Anche per oggi lo spettacolo è finito, entrerò presto nella fase rem consapevole della delusione che proverò al mio risveglio, quando dovrò lasciare i sogni sul cuscino nel camerino della mia stanza da letto, scegliere la maschera da indossare e vestirmi di corsa per riprendere in mano la mia vita, il mio piccolo spettacolo quotidiano.
